domenica 17 giugno 2007

Posa della prima pietra dell'Hospice

La giornata di oggi, 17 giugno 2007, è una di quelle che rimarranno a lungo nella memoria: la posa della prima pietra dell'hospice, a Caselle, al di là dell'"ufficialità" dell'evento con tanto di autorità, banda musicale e pranzo (ottimo) organizzato dagli alpini, ha costituito il punto di partenza per un'avventura che, senza retorica, posso definire entusiasmante. E a dirlo è uno che non si entusiasma facilmente, ne deve valere la pena. E qui ne vale la pena. Certo, don Sergio è fondamentale in questa vicenda, ma non dovremmo gravarlo di eccessive responsabilità, non dovremmo riporre tutte le aspettative sulle sue spalle. Tra l'altro, sono sicuro che non è questo che vuole. Dobbiamo invece fare tutti la nostra parte, ciascuno con il suo stile e con i suoi limiti e senza desiderio di primeggiare. Per me è bello pensare che siamo liberi di non aderire a un "credo" religioso e tuttavia sentirci parte di questo progetto che comunque fa parte di qualcosa di più vasto: questo qualcosa è la nostra vita, ne più ne meno. Basta viverla. Tutto qui. Non si richiedono eroismi, ma "solo" attenzione, disponibilità e onestà con se stessi.
Ho trovato molto bella un'immagine usata da don Sergio, quella di un ipotetico marchingegno installato nella nostra testa che sia in grado di proiettare su uno schermo davanti a noi, e agli altri, i nostri reali pensieri: come sarebbe bello non aver paura di questo! E non certo per curiosare nei pensieri altrui, ma per capire se quello che si nasconde nella nostra testa corrisponde a quello che a parole dichiariamo di volere. Un utile esercizio da fare quotidianamente.