«Cara Elena, sono contentissimo che tu ti sposi e non ho nessun motivo di meravigliarmi o dolermi che tu lo faccia in Comune. Esser religiosi e esser cristiani è una fortuna, non un obbligo. Mi può dispiacere che tu non abbia questa fortuna, non che tu compia un atto in armonia con quello che pensi [...]».
Così scriveva don Lorenzo Milani alla sorella che aveva temuto di dargli un dispiacere annunciandogli il proprio matrimonio civile. Don Lorenzo si dimostra in questa circostanza un sacerdote vero, un uomo ricco di umanità, un credente riempito di Spirito Santo.
Nella veglia della Pentecoste celebreremo insieme la presenza arricchente dello Spirito che sa far germogliare in questa spesso nostra desolata terra, fiori dalla bellezza strabiliante e dal profumo perenne, quei testimoni di Gesù che, come don Milani, hanno vissuto nutrendosi essenzialmente di fede e di Parola di Dio.